Domani all’Ecomuseo della Circoscrizione VI documentario sugli orti di Andrea Deaglio e dibattito con Nadia Conticelli, Marco Grimaldi e Giovanni Brino intorno all’agricoltura urbana e al nuovo regolamento comunale per l’assegnazione e gestione degli orti urbani.
Miraorti è molto contento di fare la conoscenza di Giovanni Brino, vero pioniere a Torino e in Italia della pianificazione debole in tema di orti. Per chi non lo conoscesse 30 anni fa tentò un progetto analogo a miraorti in cui proponeva un modello di autogestione per gli orti spontanei delle Vallette. Un caso studio imprescindibile per chiunque si occupi di orti.

Noi ci saremo!

orti urbani a Torino

Stefano Olivari e Matteo Baldo interverranno al seminario: UPWARD, Urban Project Workshop and Responsible Design.
9 aprile 2013
Salone d’Onore
Castello del Valentino, Politecnico di Torino
Viale Mattioli 39, Torino

Copia di seminario_IP2013
seminario_IP2013

Vi aspettiamo!

i martedì dell'urban center

I martedì di Urban Center
Miraorti. Coltivare le relazioni.
Martedì 9 aprile 2013
ore 18.00

Piazza Palazzo di Città 8 | F Torino
Partecipa

Cito dalla pagina facebook di I martedì di Urban Center:
“La città è spesso meglio di quanto crediamo. È piena di vicende che s’incrociano, di progetti che ne trasformano i mille angoli, ma senza snaturarli, di gruppi e individui che lavorano e vivono innescando azioni virtuose. Dovremmo ascoltare di più le storie che i luoghi raccontano: i martedì di Urban Center nascono per dar voce a protagonisti spesso poco noti. Esperienze a geometria variabile che contribuiscono alla trasformazione fisica e culturale della città, all’innovazione sociale ed economica, dal centro alle periferie, entrano in un racconto collettivo, fino a disegnare la mappa possibile di una città migliore.
Gli incontri, quindicinali e in collaborazione con La Stampa, sono anticipati dal blog imartedidiurbancenter.wordpress.com e si strutturano secondo un format semplice e immediato che si ispira allo stile giornalistico anglosassone, articolando l’approccio al caso e il racconto in 5 momenti chiave che corrispondono alle famose 5 Ws: dove (where)?, quando (when)?, chi (who)?, cosa (what)?, perché (why)?

Miraorti. Coltivare le relazioni
Miraorti è un progetto nato nell’ottobre del 2010 in occasione della riqualificazione urbanistico-ambientale dell’area compresa tra il torrente Sangone e il quartiere di Mirafiori sud. È stato avviato un percorso di progettazione partecipata di supporto alle amministrazioni. Un modo per affrontare le trasformazioni contemporanee attraverso un approccio relazionale, capace di mettere in comunicazione gli attori sociali e le istituzioni che operano insieme in un contesto in via di trasformazione. Il progetto punta alla riqualificazione degli orti urbani già presenti, la creazione di orti didattici, regolamentati e collettivi, ciclopiste e attività al contorno. A metà marzo è stato inaugurato lo spazio comune orti di Mirafiori.

Intervengono
Isabella De Vecchi, vice presidente Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus
Stefano Olivari, paesaggista, responsabile del progetto Miraorti

Coordina
Elisabetta Graziani, La Stampa”

Vi aspettiamo

Gli orti a quadretti migrano da Mirafiori sino al Parco Dora grazie al progetto gli orti nel parco. Potete seguire passo passo il percorso di 50 aspiranti ortolani di Torino nord sul blog del comitato Parco Dora.
orti nel parcoorti nel parco 2

locandina_16marzo2013

Sponsor Handy

Con la fine della borsa di studio di Stefano Olivari (Master dei Talenti della Società Civile) che si è conclusa a dicembre, non ci sarà più una persona a lavorare a tempo pieno sul progetto. Ma non allarmatevi. Miraorti non finisce, si trasforma. Ed è giusto così, poiché si tratta di un progetto di accompagnamento alle trasformazioni e, come tale, deve avere una durata limitata nel tempo.

Forse chi ci segue da poco un po’ si stupirà, ed quindi utile ribadire che miraorti (nonostante tutte le attività sul campo come gli orti, gli eventi e le attività didattiche) è un progetto di ricerca: un percorso di progettazione partecipata di sostegno alle amministrazioni che, fin dalle origini, si è servito del lavoro sul campo per entrare nel vivo della materia.

Dopo più di due anni di lavoro, il progetto miraorti ha raggiunto gli obiettivi prefissi e anche molti di inattesi. È giunto il momento di presentare i risultati di tutto il lavoro svolto finora. E questo lo faremo attraverso un bellissimo sito che sarà on-line tra pochi giorni. Il blog non ci sarà più, ma nel sito troverete tutto il materiale pubblicato sino a questo momento.

Le attività sul campo non finiranno, gli orti continueranno ad esserci così come i percorsi didattici nelle scuole che di anno in anno si sono ampliati coinvolgendo un numero sempre più grande di bambini e diffondendosi anche al di fuori di Mirafiori. Così come continueremo con gli eventi agli orti regolamentati, al Parco Dora e alle fiere per promuovere le tematiche legate all’agricoltura urbana.

Ma come accennavamo all’inizio, miraorti non finisce, entra in una nuova fase, che non è più quella di capire cosa fare (1° anno) e come farlo (2° anno), ma è quella di federare tutti i soggetti affinché il Parco Agricolo del Sangone prenda man mano forma, che gli orti spontanei vengano conservati e riqualificati con intelligenza e che alla città venga restituita un’estesa area verde dal grande valore paesaggistico. Per questo motivo si sono ipotizzati diversi scenari di riqualificazione incentrati sull’agricoltura civica (produzione agricola che coinvolge attivamente i cittadini), che prevedono la com-partecipazione del soggetto pubblico e privato.

Siamo molto contenti perché quando il progetto è cominciato si sentiva il cambiamento nell’aria ed oggi, a due anni di distanza, la città di Torino con il progetto Tocc sta predisponendo tutti gli strumenti necessari perché questi scenari possano realizzarsi.

Intervista di Silvia Cordero a Stefano Olivari per il sito vicini .

Orti urbani. Il progetto Miraorti della Fondazione della Comunità di Mirafiori
Miraorti è un progetto sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus negli anni 2011 e 2012, proposto e realizzato da Isabella De Vecchi e Stefano Olivari. Per i curiosi, è possibile leggere tutto quanto è stato realizzato sul ricchissimo blog http://miraorti.com/. Poiché si tratta di un progetto articolato non è possibile raccontarlo qui integralmente. Quello che offriamo ai lettori di Vicini è una breve intervista a Stefano Olivari che crediamo trasmetta la sensibilità che ha ispirato il progetto.

Prima settimana di lavori all'orto di Elvira 2
foto di Giuseppe Moccia

Stefano, puoi spiegarmi brevemente il progetto Miraorti?
Il progetto è nato nel 2010 a partire dalla mia collaborazione con Isabella De Vecchi, Vicepresidente della Fondazione Mirafiori, per accompagnare le trasformazioni urbanistiche e ambientali di Mirafiori Sud. Io ero all’epoca un neolaureato uscito dall’Ecole du Paysage di Versailles con una tesi sull’area di Mirafiori Sud lungo il torrente Sangone. L’intesa è stata immediata e grazie al sostegno della Fondazione Mirafiori e della Fondazione CRT (attraverso il Master dei Talenti della Società Civile) nel mese di ottobre è cominciato il progetto Miraorti.

Quali sono a tuo avviso gli aspetti più innovativi del progetto?
Credo che l’importanza del progetto sia dovuta alla sua capacità di entrare nel quartiere. Quello che a priori era un progetto di ricerca di sostegno alla progettazione delle istituzioni, è diventato di fatto un progetto di ecologia urbana, animazione territoriale, didattica nelle scuole e riqualificazione di piccole porzioni di quartiere attraverso il coinvolgimento dei cittadini. Questo aspetto, unito all’accuratezza grafica del progetto e l’utilizzo di un blog come diario di bordo in cui la ricerca e tutte le attività sul campo sono state raccontate passo passo, hanno costituito buona parte del successo di Miraorti.

Hai l’impressione che gli abitanti di Mirafiori considerino gli orti spontanei e gli orti regolamentati (a Mirafiori Sud molto più numerosi rispetto alla maggior parte delle altre circoscrizioni) una ricchezza da preservare e far crescere?
Sì, gli orti urbani sono una vera caratteristica identitaria del quartiere (da qui viene anche il nome del progetto Miraorti – che gioca sul nome del quartiere e con l’idea di tornare a guardare gli orti, rimetterli al centro di una visione del territorio) a cui gli abitanti sono molto legati. Nel quartiere, orti regolamentati e orti spontanei sono poco meno di un migliaio. Questi orti raccontano la storia recente dell’Italia, le migrazioni, il boom economico e la necessità per molti operai di trovare un antidoto per sfuggire al binario fabbrica-appartamento. Reinterpretati in chiave moderna, gli orti a Mirafiori possono ancora rappresentare un’ enorme opportunità per il quartiere in termini di inclusione sociale, ecologia urbana e produzione agricola di prossimità.

Come paesaggista che ha lavorato per 2 anni a questo progetto così originale e innovativo quale è l’esperienza che ti ha arricchito di più?
Sicuramente il lavoro nelle scuole con i bambini, una cosa che mai avrei pensato di fare nella vita, ma che è stata una delle attività più preziose e soddisfacenti. Un altro regalo molto bello è stato il lavoro di Giuseppe Moccia, talentuoso fotografo romano, che ha fatto uno splendido lavoro di reportage utilizzando una tecnica complicata come il banco ottico sugli orti di Mirafiori e i suoi ortolani lungo un intero anno. Un lavoro poetico, commovente e di altissima qualità.

Come ti immagini che il progetto possa continuare ora che la tua borsa di studio si è conclusa?
Penso che gran parte del progetto di accompagnamento si sia concluso, ed è giusto così perché se un progetto di accompagnamento dura troppo a lungo vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Miraorti ha prodotto un quadro d’insieme a livello di piano d’area chiamato Parco Agricolo del Sangone all’interno del quale, grazie al percorso partecipativo, si sono sviluppati 5 scenari: orti regolamentati, orti spontanei, Parco Piemonte, agricoltura sostenibile e sponde fluviali. Ora il passaggio decisivo sarà passare alla fase attuativa, ma penso ci siano buone possibilità: gli orti regolamentati sono già in fase di cantiere e la delibera TOCC (Torino Città Coltivabile) fa ben sperare per buona parte delle soluzioni proposte. E poi in generale bisogna dire che Torino è una città molto ricettiva su queste tematiche, soprattutto se paragonata con il panorama nazionale. Insomma, sono ottimista!

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